Le associazioni di settore chiedono di mantenere gli obiettivi RFNBO della RED III dell'UE oltre il 2030

Oltre 170 soggetti del settore energetico europeo hanno rivolto un appello alla Commissione europea, chiedendo il mantenimento degli obiettivi vincolanti per i combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO) oltre il 2030.

Elena Marchetti3 min di lettura
Turbine eoliche e un impianto di produzione di idrogeno sotto un cielo sereno, simboli dell'energia rinnovabile e della produzione di RFNBO.

Una coalizione di 170 aziende attive nel panorama energetico europeo ha inviato una comunicazione formale alla presidenza della Commissione europea in merito alla direttiva sulle energie rinnovabili (RED III). La comunicazione si concentra sulle disposizioni della direttiva relative ai combustibili rinnovabili di origine non biologica (RFNBO). Questa presa di posizione collettiva del settore sottolinea l'importanza attribuita al mantenimento degli obblighi e degli obiettivi già fissati per questi combustibili oltre l'attuale orizzonte del 2030.

Gli operatori del settore hanno segnalato che un'eventuale eliminazione di questi obiettivi vincolanti, definiti nella RED III, potrebbe avere ripercussioni significative sul mercato. A loro avviso, una simile decisione potrebbe minare la fiducia nelle attuali politiche climatiche ed energetiche dell'Unione europea. La comunicazione ha evidenziato che un cambiamento di indirizzo politico potrebbe anche penalizzare i soggetti che hanno già investito in queste filiere energetiche rinnovabili, rischiando di vanificare gli sforzi compiuti negli ultimi sei anni.

La RED III, nella sua attuale versione riveduta, include meccanismi concepiti per stimolare la domanda di idrogeno. Ciò avviene principalmente attraverso un sotto-obiettivo combinato vincolante per i combustibili rinnovabili. La direttiva impone che una determinata percentuale dell'idrogeno consumato nell'industria provenga da fonti RFNBO.

Nello specifico, la direttiva stabilisce che il 42% dell'idrogeno utilizzato nell'industria debba provenire da RFNBO entro il 2030. Questo obiettivo sale ulteriormente al 60% entro il 2035. Tali percentuali rappresentano una quota significativa del consumo industriale di idrogeno che si prevede passerà a fonti rinnovabili.

Ulteriori requisiti della RED III riguardano il settore dei trasporti. La direttiva impone che l'1% dell'energia fornita al settore dei trasporti derivi da RFNBO entro il 2030. Questo obiettivo si applica, tra gli altri, a combustibili quali l'idrogeno rinnovabile, i combustibili sintetici e l'ammoniaca rinnovabile.

L'ampia platea dei firmatari della lettera aperta rappresenta diversi segmenti del settore energetico europeo. Tra questi figurano produttori di energia rinnovabile, sviluppatori di tecnologie, sviluppatori di progetti nel campo dell'idrogeno, istituzioni finanziarie e altre aziende energetiche. La loro posizione collettiva riflette un orientamento diffuso nel settore riguardo alla stabilità dei quadri di politica energetica di lungo periodo.

La principale preoccupazione espressa da questi operatori riguarda il rischio di perturbazioni del mercato e di incertezza sugli investimenti. Hanno sottolineato che segnali coerenti sul piano delle politiche sono cruciali per proseguire lo sviluppo e l'espansione della produzione e dell'impiego di RFNBO in tutta l'UE. Tale coerenza è considerata essenziale per conseguire obiettivi più ampi di decarbonizzazione nel settore energetico.

Implicazioni per le politiche energetiche L'attuale quadro della RED III definisce traiettorie chiare per l'integrazione degli RFNBO nel mix energetico europeo, in particolare nel consumo industriale di idrogeno e nel settore dei trasporti. Gli obiettivi fissati per il 2030 e il 2035 mirano a stimolare gli investimenti e lo sviluppo tecnologico in questi ambiti. L'appello del settore evidenzia la richiesta di continuità normativa oltre queste prime scadenze.

Il coinvolgimento in questo appello di numerose aziende lungo la catena del valore dell'energia indica una posizione unitaria del settore. Le aziende sostengono che impegni stabili e di lungo periodo sul piano delle politiche siano necessari per favorire gli investimenti e garantire una crescita duratura del mercato degli RFNBO. Qualsiasi percezione di un indebolimento di tali impegni potrebbe incidere sul finanziamento dei progetti e sul ritmo complessivo della transizione energetica.

Cosa significa Per gli operatori del commercio di materie prime e gli armatori, la stabilità degli obiettivi RFNBO della RED III incide direttamente sulle decisioni di investimento a lungo termine nei combustibili alternativi e nelle relative infrastrutture. Un impegno fermo a mantenere questi obiettivi oltre il 2030 segnalerebbe una domanda continuativa di idrogeno rinnovabile, ammoniaca e combustibili sintetici, influenzando il processo di formazione dei prezzi delle materie prime e le strategie di bunkeraggio. Al contrario, qualsiasi incertezza potrebbe indurre cautela negli investimenti, incidendo sulla disponibilità e sui prezzi di queste opzioni a basse emissioni di carbonio e potenzialmente rallentando il percorso di decarbonizzazione del trasporto marittimo e dell'industria pesante.

Fonti e attribuzioni

Redatto con riferimento a Bunkerspot. Leggi l'articolo originale

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